Lorenzo Ceccarello vince da re con una potente volata al cardiopalma

Thomas Mariotto da applausi conquista un emozionante secondo posto a Pieve di Soligo.

Un fine settimana dalle forti emozioni per Autozai Contri, che centra una splendida vittoria con Lorenzo Ceccarello al Memorial Guido Carta e sfiora il bersaglio grosso a Pieve di Soligo con un monumentale Thomas Mariotto, secondo al 38° Trofeo GD Dorigo.
La gioia più grande arriva dal circuito piatto e velocissimo di San Pietro in Gu – 11 giri da 11 km ciascuno. Una gara tiratissima, vissuta su continui tentativi di fuga prontamente neutralizzati dal grande lavoro di squadra dei ragazzi di Autozai Contri. Nel finale, un brivido: una brutta caduta spezza il plotone e mette fuori gioco Salmaso e Mathias Paludetti. Il gruppo riesce comunque a ricucire sull’ultimo tentativo a tre.
In una volata a ranghi compatti e ad altissima velocità, Lorenzo Ceccarello capitalizza la fortuna di essere rimasto in piedi e firma un capolavoro di freddezza: “La volata è stata lanciata molto lunga dal team Special League” afferma. “Ho avuto la pazienza di aspettare un altro centinaio di metri prima di uscire. Forse l’ho anticipata un po’ troppo anche io e negli ultimi metri gli avversari stavano rimontando, ma sono riuscito a difendermi fin sul traguardo. Siamo felici, ci voleva per dare continuità ai nostri risultati.
Foto Rodella
A Pieve di Soligo un’impresa sfiorata, dove Thomas Mariotto ha fatto sognare sull’iconica salita di Ca’ del Poggio. La squadra ha corso da manuale: Marco Pierotto va all’attacco subito per coprire i capitani Mariotto e Grigolini. All’ultimo giro, sulle pendenze mitiche di Ca’ del Poggio, Pierotto fa da perfetto “ponte” per l’attacco di Thomas Mariotto. Il corridore di casa si lancia in un’azione solitaria da finisseur. Nonostante il forcing anche sul Colvendrame, tre inseguitori riescono a riagganciarlo nel finale. Allo sprint ristretto, Mariotto conquista un prestigioso secondo posto.
Vincere in casa sarebbe stato bellissimo e c’è un pizzico di rammarico, ma sono felice,” racconta Mariotto. “Su Ca’ del Poggio c’erano la mia famiglia, i miei genitori, i tifosi e anche la mia squadra, è stato emozionante, mi hanno spinto con la mente. Devo ringraziare Pierotto: senza il suo aiuto questo podio sarebbe stato impossibile.”
Soddisfatto ma esigente il DS Fausto Boreggio: “Abbiamo fatto una grande gara. Thomas ha tentato un’azione da fenomeno. Forse anticipando il secondo attacco sul Colvendrame sarebbe andata diversamente, e anche la volata finale ha risentito del rientro del gruppetto da dietro. Ma contro avversari così veloci ci teniamo stretto un grandissimo risultato.
Foto Rodella
Le altre gare del weekend.
Le prime note solide del weekend sono arrivate dai 7 giri del Trofeo Roberti. Nonostante i pochi partenti, la corsa è stata selettiva. Al secondo giro esce la fuga decisiva di 10 atleti, dentro la quale si inserisce magistralmente Lorenzo Ceccarello. L’accordo tra i battistrada fa volare il vantaggio oltre i 3 minuti (costringendo la giuria a fermare l’inseguimento). Nel finale, sotto un caldo torrido, Ceccarello difende da solo i colori del team nel drappello di testa, stringendo i denti e artigliando un ottimo sesto posto.
Scenario opposto al Trofeo Emozione, dove la sfortuna si è unita a una gestione organizzativa discutibile. Sulle prime rampe di giornata l’atteso Davide Zanei viene appiedato da problemi intestinali, mentre Marco Pierotto rimane nel primo gruppo inseguitore per la top 10.
A 12 km dall’arrivo, con il gruppo di Pierotto a soli 5 minuti dai dodici battistrada (a fronte di un tempo massimo di 15), la direzione di corsa fa transitare anticipatamente la vettura di “fine gara”, riaprendo il traffico ordinario. Pierotto chiude 14°, ma il suo piazzamento non viene omologato.
Duro il commento del DS Fausto Boreggio: “Siamo profondamente contrariati dalla gestione dei tempi del finecorsa. Far passare il mezzo di chiusura con soli 5 minuti di distacco ha significato esporre i ragazzi ai rischi del traffico aperto. Sulla sicurezza e sulla precisione organizzativa non si possono e non si devono correre rischi simili.”
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